- diversità inelettive
sembriamo uguali.
e per certe cose lo siamo, sai; camminiamo, un piede davanti l'altro, ci eccitiamo di caffeina ,a dosi porcellanate o plastifiacte, nello stesso bar/macchinetta/thermos, ci iniettiamo aria dagli stessi orifizi e soprattutto riceviamo le stesse punizioni quando ci permettiamo di fare errori.
ma a guardare bene, uguali poi non lo siamo per nulla.
chi siamo?
siamo colleghi di lavoro, lo stesso lavoro, che hanno però contratti diversi. chi il fisso, chi il temporaneo/interinale/precario.
e ci passa un mondo, ve lo assicuro.
cantavano anni fa così: "sono intorno a noi, sono come noi, qualche volta siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo" ma parlava dei benestanti che non saranno mai ultimi, "se i primi sono irragiungibili".
mi pare di sentire sulla pelle contrattuale, quel pezzo di carta che vale tanto se scritto con bic o replay, il peso di queste parole, questa trasposizione allegorica che mi fa pensare che saremo sempre ultimi, che i primi, giusto un palmo davanti a noi, saranno sempre irragiungibili.
i primi... i nostri colleghi con il contratto fisso, che sono primi, vero, ma anche loro portano una croce e le quotidiane difficoltà sul lavoro, quindi obiettivi non invidiabili, eppure invidiati, perchè hanno tutele maggiori, malattie pagate, diritto allo sciopero, scegliere i giorni di ferie prima di noi (che comunque a noi non saranno pagate), avere la possibilità di fare carriera, di cambiare scrivania, dipartimento e migliorare la propria busta paga.
sono invidiati perchè noi li guardiamo dal basso; perchè quando il lavoro produce incentivi a noi non spettano, perchè l'azienda paga incentivi di base solamente a chi paga direttamente lei stessa e non a chi lavora in affitto, pagato da altri. che si rivolgessero ad altri a protestare.
sono invidiati perchè possono chiedere un prestito, rate fisse per un desiderio, un televisore nuovo, magari, un piccolo viaggio, che non cambia di certo la vita, ma a volte la migliora, anche se solo di poco.
sono invidiati perchè hanno più tutele. perchè hanno più incentivi. perchè hanno voce. perchè hanno una buonuscita migliore.
sono invidiati, mentre a noi nessuno ci invidia. forse lo sono i disoccupati, ma questa è tutta un'altra storia. perchè è il gradino più basso della catena alimento-lavorativa, questo degli interinali, precari, temporanei.
sono invidiati, quei colleghi, che prendono il caffè con te, che ti sorridono e che magari ridono alle tue battute.
ci puoi anche creare un rapporto, o intavolare una discussione, con loro; basta non sia di lavoro, che poi sei sempre tu che ti lamenti troppo, che già è tanto lavorare, che con i tempi che corrono e con la crisi, che "fuori" non c'è nulla, che è meglio precari qui che fissi in miniera.
sarà, ma ricordo ancora l'anno scorso; è quasi natale e l'azienda regala il consueto pacco ai dipendenti tutti. vedo scendere dal piano alto la fame sindacale, con pacchi giganteschi.
contenuto: bottiglie di vino, frizzante/bianco/rosso/champagne, bottiglia d'olio di oliva pregiato, palette di croccanti e palettte di prosciutto, pasta, gnocchi, noccioline, salse tipiche, salami. mancavano solo i proverbiali cotillon.
il nostro pacco: chorizo (il salame spagnolo, che si è scoperto poi essere avariato), vino di infima qualità, una scatola di tonno di prima scelta, un pacco di pasta all'uovo.
sembriamo uguali, ma non lo siamo, noi colleghi di lavoro, dello stesso lavoro.
quest'anno però le cose stanno cambiando.
per una volta saremo uguali: il pacco non ci sarà. per nessuno.
è questa la dura vita del b(L)ack office.
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